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		<title>Nel palazzo girano "voci"</title>
		<description>Discussione Nel palazzo girano "voci"</description>
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			<title>Rachele Nasazzi scrivi:</title>
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			<description><![CDATA[Oh no, non è bassa l'attenzione dei nativi digitali, è ...DIVERSA. Ad esempio veloce. Si muove sulla superficie in forma di multitasking (anche) e non ha bisogno della profondità. Guardando ... da sotto,però, quello che osservo è che la dipendenza dai dispositivi digitali crea le condizioni per il furto dell'attenzione. Essa (l'attenzione intendo) è catturata e condotta su contenuti che non la intercetterebbero altrimenti mai E questo influisce sulla formazione dei desideri e dei sentimenti. 'Salvare l'attenzione' potrebbe essere una finalità interessante da perseguire a scuola.]]></description>
			<dc:creator>Rachele Nasazzi</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 13 Mar 2018 11:34:15 +0000</pubDate>
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			<title>Hruodolandus scrivi:</title>
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			<description><![CDATA[Non lo so, a dire il vero, Dott.ssa, se l'attenzione dei nativi digitali sia "abbastanza bassa", sa?! Essere nativi digitali non potrebbe significare avere un'attenzione più veloce?! Ad ogni modo, restare tra la definizione di "saggezza digitale" e quella di "stupidità digitale", credo possa creare quella distanza giusta della quale parlava Lei, Dott.ssa Nasazzi.]]></description>
			<dc:creator>Hruodolandus</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 12 Mar 2018 15:55:18 +0000</pubDate>
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			<title>Rachele Nasazzi scrivi:</title>
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			<description><![CDATA[“Fare esperienza delle cose diventa passare in esse giusto il tempo necessario a trarne una spinta sufficiente a finire altrove” (1) Abitare simultaneamente più zone possibili con un’attenzione abbastanza bassa è il modo di fare esperienza dei nativi digitali. E gli alunni della scuola primaria sono nativi digitali PRIMA di venire a scuola. Appunto. Dalla leggera e dichiarata distanza del mio punto di osservazione, rivendico per la scuola il diritto di educare anche all’esperienza della distanza. Distanza TEMPORALE, con larghe possibilità di sperimentare l'indugio (tra desiderio e soddisfazione, tra nozione e comprensione progressiva), distanza RELAZIONALE, con possibilità di far danzare i ruoli della convivenza sociale e di gestire gli impulsi emotivi finalizzandoli ad un’etica civile, distanza SPAZIALE (tra la classe e il laboratorio, la biblioteca, la palestra, il cortile, il Bosco della Zelata) per sperimentare attese, ipotesi, scoperte. In fondo la scuola è l’unico luogo dove ancora si potrebbe tenere memoria dell’esperienza fisica, del pensiero problematico, dell’intelligenza divergente, della riflessione critica e le lascerei questa … distanza dal contesto globale Ad esempio eccitando l’interesse di alunni e docenti sia con un dispositivo informatico che con un esercizio a pagina 136 (anche per far aria al cervello mentre sfogli le pagine). (1) A.BARICCO, I barbari, Saggio sulla mutazione, Fandango libri, Roma, 2006]]></description>
			<dc:creator>Rachele Nasazzi</dc:creator>
			<pubDate>Sun, 11 Mar 2018 09:33:11 +0000</pubDate>
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			<title>Hruodolandus scrivi:</title>
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			<description><![CDATA[Trovo utilissima e necessaria nel 2018 la competenza digitale visto che a scuola ci troviamo di fronte a dei nativi digitali. Perché, quindi, non iniziamo, docenti, genitori ed alunni compresi (sì, perché se è vero che questi ultimi sono nati nel tempo in cui un display ha sostituito la carta è anche vero che spesso non sono in grado di saper usare un semplice formato word o page per non parlare di excel) ad avvicinarci seriamente a questo tipo di supporto? Avvicinarsi significa studiare e studiarsi anche avendo un po’ di paura…. Significa diventare competenti, appunto, e accorciare distanze di pensiero che permetterebbero di far funzionare di più e meglio la relazione tra studente-docente e il processo di apprendimento (di entrambi) . Certo, per fa sì che tutto questo funzioni c’è bisogno di una coesione, di momenti di incontro tra i docenti del cdc per lavorare in maniera trasversale su un’unità d’apprendimento e progettare progettare e progettare e formarsi formarsi e formarsi, e di un setting scolastico adatto. E, aggiungo, di un dirigente illuminato che dia la possibilità di andare oltre… Qualcuno già dirà: “abbiamo scuole che cadono a pezzi, manca la carta igienica nei bagni, i banchi sono rotti…” Tutto vero! Ma ricordiamo anche che tutti noi ormai possediamo ALMENO un dispositivo digitale, quindi… Quello che posso dire, per esperienza personale, è che i ragazzi sono molto più eccitati, motivati, affaccendati, fluidi, aperti (anche più incasinati, certo) quando devono adoperarsi per preparare un ebook di miniracconti inventati da loro e scritti in L2 piuttosto che “andare a pagina 36 e fate gli esercizi…poi correggiamo” E anche la Prof. lo è. “Cosa ti è piaciuto di più del collegio docenti?” “La Preside” (Hruodolandus) :P]]></description>
			<dc:creator>Hruodolandus</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 06 Mar 2018 15:13:41 +0000</pubDate>
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